Bugaku – Samurai Art: Un viaggio attraverso l’immortale tradizione Samurai

Il 19 e il 20 Giugno presso lo Spazio Teatro NO’HMA, Milano è stata scelta quale tappa italiana per la rappresentazione di Bugaku – Samurai Art. Uno spettacolo di fama internazionale che si presenta in qualità di veicolo attraverso il quale unire la tradizione artistica millenaria del Giappone con spunti e innovazioni tipicamente moderne e contemporanee. E’ stato un progetto ambizioso a cui Asian Studies Group ha collaborato nella selezione del contenuto e per introdurre lo spettacolo al Teatro No’hma assieme a Shochiku, una delle più importanti società di produzione artistica per contenuti performativi di cinema e teatro del Giappone tradizionale.

Da sinistra a destra: Paolo Cacciato (Presidente ASG), Masao Nagano (Shochiku), Yuji Amamiya (Console Generale del Giappone in Italia), Kan Odagiri (Shochiku)

Bugaku (武楽) – Samurai Art riprende numerosi temi ed espedienti dalla tradizione teatrale giapponese imprimendogli, però, una spettacolarità e una dinamicità più consone ai gusti contemporanei. In occasione della tappa italiana è stato proposto un tributo a Oda Nobunaga (織田 信長 供養), capo di un’importante coalizione militare che intorno all’anno 1570 iniziò la propria campagna di conquiste militari per la riunificazione politica del Giappone, allora tormentato da 100 anni da costanti guerre tra i vari poteri locali e regionali (戦国 時代).  

Oda Nobunaga è passato alla storia oltre che come grande condottiero militare, abile stratega e formidabile amministratore, anche come persona capace di atti estremamente atroci e violenti, come quando in occasione della conquista del Monte Hiei trucidò 20.000 persone (tra monaci, donne e bambini) poichè avevano supportato i clan a lui nemici. Per questi e altri atti efferati, considerati tali persino dalla società del tempo nonostante fosse abituata a stragi e stermini di massa a causa delle continue guerre, Oda Nobunaga venne dipinto da numerose sette buddhiste come un demone, tanto che ancora oggi nella Cultura Pop Contemporanea ci si riferisce a lui spesso come Re Demone del Sesto Cielo (大六天魔王). 

Bugaku – Samurai Art ha voluto ricordare questo personaggio storico così ambiguo non come rappresentante del male supremo in terra, quanto piuttosto come eroe tradito e idealizzato che, incompreso, cerca di riunificare tutti i popoli sotto un unico vessillo così da portare definitiva e perenne pace a tutti coloro ancora troppo legati ai propri particolarismi locali. Vediamo pertanto che il personaggio di Oda Nobunaga, interpretato da Kōshirō Minamoto, si presenta al pubblico in qualità di grande guerriero demoniaco (鬼) per poi liberarsi, nel corso dello spettacolo, della maschera demoniaca che la società gli ha affibbiato e combattere, insieme al fidato paggio Ranmaru, interpretato da Yutaka Kambe, contro lo stesso spirito demoniaco che si era impossessato di lui. 

Interessante notare che quest’ultimo avversario demoniaco, interpretato da Sen Takahashi, indossa la tipica maschera rossa cornuta Han’nya (般若) il cui significato sanscrito originale è Saggezza/virtù. La sconfitta di questo demone è il traguardo del percorso verso l’illuminazione che il protagonista ha iniziato nel momento in cui si è liberato delle etichette che la società gli ha imposto. Tale percorso lo porterà, però, inesorabilmente verso anche la propria autodistruzione. Infatti, Oda Nobunaga morirà suicida durante l’assalto del traditore Akechi Mitsuhide (明智 光秀) che, umiliato e offeso in più occasioni, troverà vendetta nell’incendio del tempio Honnō-ji (本能寺) nel quale Oda Nobunaga stava passando la notte. Un suicidio che però, in perfetta armonia con la tradizione giapponese, non si presenta tanto come un fallimento, quanto piuttosto come un trionfo dell’eroe sulla propria vera natura, non stravolta e mutata dall’opinione e dalle aspettative altrui.

Ulteriori elementi presenti nello spettacolo e tipicamente giapponesi  sono la presenza sul palco di Shirabyōshi (白拍子) e Kōken (後見). Le prime sono figure femminili che con un vestiario ispirato alla tradizione Shintoista (神道), la religione autoctona giapponese, svolgono una danza in onore dei Kami (神). Particolarità è il fatto che spesso portano con sé accessori e oggetti tipicamente maschili, come un Tachi (太刀), la spada giapponese, o il Kawahori (蝙蝠), un ventaglio, con i quali articolano danze lente e ritmiche. I secondi sono figure, spesso vestite in nero, che si trattengono sulla scena per supportare gli attori che stanno performando o per sistemare la scenografia, togliere strumenti o altri impedimenti etc… Sono in pratica degli assistenti di scena che invece di nascondersi con vari escamotage o svolgere il proprio lavoro tra una scena e l’altra come nel teatro occidentale, adoperano un costume nero nel tentativo di nascondere la loro presenza nonostante siano davanti agli occhi di tutti.

Il recupero di temi tradizionali della letteratura di prosa e teatrale giapponese è un pregio che  Bugaku – Samurai Art è riuscito ad esprimere e trasmettere ai suoi spettatori in modo eccelso. La decisione del Maestro Kōshirō Minamoto di trasformare il demone Oda Nobunaga in un essere umano a tutti gli effetti, invece che abbandonarlo alla sua furia ferale, è una scelta si controcorrente, ma che è stata altamente apprezzata da parte del pubblico. 

Bugaku – Samurai Art

Director

Kōshirō Minamoto

CAST

Nobunaga Oda – Kōshirō Minamoto

Incarnation of Spirit of Samurai / Ranmaru – Yutaka Kambe 

Shirabyōshi / Han’nya – Sen Takahashi 

Shirabyōshi / Kōken – Makoto Kagawa

Music

Shakuhachi – Kizen Ooyama 

Voice (REC) – MisaChi 

Composer – Hiroki Moriyama TSUMUZI and others

STAFF

Photos – Takamitsu Sakamoto 

Movie / Lighting Director – Ryō Aoyagi 

Assistant Director / Production – Makoto Kagawa

Paolo Cacciato (ASG) con l’intera compagnia teatrale Bugakuza

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