Il tema della discriminazione affrontato da Park Jung-Bum al Milano Korean Film Festival

Il Milano Korean Film Festival aprirà gratuitamente le proprie porte agli appassionati del cinema coreano a Milano il 23 novembre 2019 presso lo Spazio Cinema Anteo. Durante l’evento organizzato da Harmonie e Jeonju International Film Festival, uno degli invitati più attesi è Park Jung-Bum, regista sudcoreano di fama internazionale nel nuovo panorama cinematografico, che per l’occasione proietterà e racconterà due dei suoi successi, consacrati come tali a seguito della vittoria di molteplici premi in tutto il mondo. 

Uno dei film che Park Jung-Bum presenterà sarà The Journals of Musan, suo primo grande successo con cui debuttò come attore e come regista nel 2010. Il film ha già vinto il premio New Currents e il premio FIPRESCI al 15° Busan International Film Festival, Golden Star al 10° Marrakech International Film Festival, Tiger Award al 39° Festival Internazionale del Cinema di Rotterdam, Grand Prize e Young Critics Award al 47° Festival Internazionale del Cinema di Pesaro, Premio della Giuria al 13° Deauville Asian Film Festival e altro – per un totale di 17 premi vinti nei principali festival cinematografici di tutto il mondo da quando è stato presentato al Busan International Film Festival nel 2010.

Scena del film Journal of Musan

Il protagonista del film è un rifugiato nordcoreano di nome Seung-chul che lotta per adattarsi alla vita di Seoul. Sta condividendo un piccolo appartamento con un compagno disertore di nome Kyung-chul, un “mediatore” che aiuta i rifugiati a inviare rimesse alle loro famiglie in Corea del Nord. Mentre entrambi affrontano circostanze difficili nel riprendersi dal trauma e nell’adattarsi a una nuova vita, Seong-chul e Kyung-chul reagiscono in maniera molto diversa. Seong-chul è estremamente timido e sottomesso all’autorità. Durante tutto il film è interpretato come un lavoratore diligente, che svolge compiti ingrati e accetta le critiche stoicamente. Kyung-chul, al contrario, vedendosi continuamente maltrattato, finisce per perdere i propri scrupoli morali e per ritrovarsi dentro a situazioni pericolose e illegali. Attraverso le proprie azioni e le proprie vite, i due protagonisti offrono uno scorcio sulle difficoltà che i nord-coreani sono costretti ad affrontare per potersi integrare in una società che non li riconosce e non vuole riconoscerli. Continuamente catapultati all’interno di situazioni ambigue e piene di pregiudizi, i protagonisti percorreranno due vie differenti che si riveleranno, comunque ,estremamente sconfortanti nelle loro conseguenze finali.

L’intento del regista di porre l’attenzione su un argomento estremamente attuale e di forte impatto umano, oltre che mediatico, come la discriminazione operata in Sud Corea nei confronti dei disertori nordcoreani è uno dei fattori che hanno fatto apprezzare questo film. Argomenti che si rivelano interessanti per tutte le moderne società e in particolare per l’Italia.

Il secondo film proposto al Milano Korean Film Festival è la sua ultima fatica. Uscito nel 2019, Height of the Wave narra le vicende dell’Ispettore di polizia Yeon-soo (Lee Seung-yeon) che, in seguito al divorzio dal marito, si trasferisce con la figlia presso il reparto di polizia marittima di un’isola, in una comunità di pescatori. Fin dalla serata organizzata per darle il benvenuto, però, Yeon-soo si accorge della strana relazione che esiste tra alcuni degli abitanti e una giovane ragazza orfana cresciuta sull’isola dopo la morte in mare dei genitori, Yae-eun. Ritenendo di aver scoperto un giro di prostituzione, la poliziotta inizia a indagare. Quando le autorità cittadine cercano di portare Yae-eun lontano dall’isola, finiscono però per provocarne la fuga verso le montagne.

Scena del film Height of the Wave

Dunque si nota ancora una volta l’intenzione del regista di concentrarsi sul tema delle mille sfaccettature che caratterizzano i rapporti umani. Il terzo film del regista Park Jung-bum si presenta come una violenta modifica al genere poliziesco, in cui l’elemento criminale è invisibile agli occhi. Più ci si sforza di farlo emergere, più si finisce per essere inglobati da un male sistemico. Nonostante la data di rilascio sia così recente, ha già ottenuto un forte successo, tanto che porta già il titolo di vincitore del Locarno Film Festival ed è in lista per altri.

In seguito alla proiezione dei due film di Park Jungbum sarà possibile partecipare all’incontro tra il regista e il noto critico sudcoreano e ideatore del Jeonju Film Festival, Lee Sang-Young. Fra i suoi lavori più importanti ricordiamo il Busan Film Festival e l’attuale conduzione di CineTalk, una serie focalizzata sul cinema coreano. Nella sua carriera però non si è occupato solo di cinematografia coreana, infatti è possibile ritrovare altre sue idee per iscritto nei suoi libri su Alfred Hitchcock e Walter Benjamin.

Il Korean Film Festival sarà dunque un’occasione di scambio interculturale più unica che rara fra la Corea e l’Italia per scoprire i più grandi film coreani e tutto ciò che vi sta alla base, potendo sfruttare l’opportunità di ascoltare direttamente i suoi ideatori e critici.

The Journals of Musan

Director Director PARK Jungbum
Screenplay PARK Jungbum
Producer PARK Jungbum
Cinematography KIM Jong-sun
Editor CHO Hyunjoo
Cast PARK Jungbum, Jin Yong-ok, KANG Eun-jin

Height of the Wave

Director PARK Jungbum
Screenplay KIM Minkyung
Producer OH Jiyoon
Cinematography PARK Jongchul
Art Director KI Hyein
Editor CHO Hyunjoo
Music YANG Jungwon
Sound JUNG Sanghyun
Cast LEE Seungyeon, LEE Yeon, SHIN Yeonsik, PARK Jungbum

Ingresso Gratuito fino a esaurimento posti. Per prenotarsi inviare un’email a info@asianstudiesgroup.net

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