Quando arte e cultura sono efficaci nella didattica: le tutor giapponesi di Asian Studies Group

ASG-Academy da 13 anni sviluppa e promuove corsi didattici delle lingue orientali in Italia: Giapponese, Cinese, Coreano e Vietnamita. ASG non propone una didattica meramente meccanica in cui l’unico aspetto rilevante è il risultato raggiunto. Comprendere cosa si sta studiando ed il significato che si cela dietro di esso è altrettanto importante. E’ per questo motivo che Asian Studies Group affianca alle lezioni di grammatica, svolte da professori di nazionalità italiana laureate in Lingue, anche insegnanti madrelingua affinché l’insegnamento si sviluppi in una modalità più efficiente e congrua all’apprendimento da parte degli alunni.

In questa occasione abbiamo intervistato alcune collaboratrici madrelingua della Sede Milanese coinvolte per tutoraggio linguistico nell’offerta formativa del nostro centro: Nana Funabiki, Mai Inaba e Natsu Funabashi.

Natsu Funabashi

Dall’intervista è emerso come gli insegnamenti delle tre tutors siano strutturati in modo simile, anche se con alcune differenze. Gli alunni apprendono la grammatica con gli insegnanti italiani per poi svilupparla, approfondirla e applicarla con le madrelingua. Le lezioni con le docenti madrelingua assumono dunque un tono di discussione informale in cui gli studenti possono sviluppare la propria creatività. Ascoltare costantemente la pronuncia di una madrelingua è fondamentale perché consente di abituarsi alla particolare costruzione logica della sintassi giapponese. Tuttavia, la pratica costante di una lingua è ciò che porta al suo apprendimento e proprio per questo, ASG si impegna affinché i propri studenti partecipino attivamente alle lezioni.

Nana Funabiki

Ogni individuo è unico e noi di ASG desideriamo incentivare le caratteristiche peculiari dei nostri studenti. Il nostro pensiero è pienamente condiviso dalle collaboratrici madrelingua che strutturano i singoli insegnamenti a seconda dell’allievo che hanno di fronte.

Funabiki sensei, ad esempio, si impegna innanzitutto a comprendere perché l’alunno vuole apprendere il giapponese. Così facendo, riesce a creare discussioni incentrate su argomenti familiari ed interessanti per lo studente.

Inaba sensei, invece, implementa nelle sue lezioni dei video sulla cultura giapponese e sugli argomenti d’interesse ai suoi studenti. Gli strumenti multimediali non solo fungono da esercizio di comprensione, ma le sono molto utili per creare discussioni e dettati su argomenti che gli alunni conoscono.

Funabashi sensei cerca di mettere sotto pressione gli studenti per forzarli a rispondere velocemente e istintivamente in Giapponese. Inoltre li fa discutere tra loro attivamente su argomenti anche complessi, correggendoli là dove necessario e ampliandone il lessico.

Mai Inaba

Abbiamo chiesto alle colleghe madrelingua quale fosse il loro rapporto con l’italiano e con gli italiani. Sia Mai Inaba che Nana Funabiki sono arrivate in Italia guidate dal loro fascino per la nostra lingua e la nostra cultura. Al Contrario Natsu Funabashi è nata e cresciuta in Italia anche se costantemente influenzata dall’apporto culturale giapponese dei genitori.

Inaba sensei è una cantante lirica laureata presso l’Università di Musica di Tokyo che, dopo la laurea, ha deciso di intraprendere un viaggio in Italia per imparare la lingua e favorire così la sua carriera da cantante. Asian Studies Group ha cercato anche di supportare le sue capacità liriche attraverso continue collaborazioni con ASG-Produzioni, la divisione specializzata in produzioni artistiche dell’Associazione. In particolare segnaliamo l’importante ruolo che ricopre nello spettacolo Fushikaden – Tenka no Emotion (regia di Paolo Cacciato), proprio perché la sua interpretazione riesce in modo sublime a rappresentare il bagaglio estetico giapponese della tradizione.

Funabiki sensei  è laureata in Arte del Teatro. E’ sempre stata affascinata dal suono dell’italiano “ritmicamente affascinante e non così distante dal giapponese”. Questa sottile vicinanza nella pronuncia linguistica, le ha permesso di superare il grande ostacolo che ogni straniero volenteroso di imparare l’italiano si trova ad affrontare, ovvero la nostra grammatica. Esperta del Teatro del Corpo ha il ruolo di prima attrice sempre nello spettacolo Fushikaden – Tenka no Emotion.

Funabashi sensei nonostante sia nata in Italia, almeno inizialmente non voleva accettare la cultura del paese che gli aveva dato i natali e, durante tutta la sua adolescenza, non desiderava altro che “tornare” in Giappone. Ora è riuscita ad adattarsi e armonizzarsi con la nostra cultura tanto che tende a considerarsi più italiana che giapponese. Vista la sua figura liminare tra i due mondi, ancora oggi si fa promotrice di un importante ruolo sociale partecipando attivamente nella produzione e sviluppo di una delle riviste più diffuse tra la comunità giapponese in Italia atta ad aiutare e integrare i suoi connazionali qui residenti.

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